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“Stravedamènto o stravedaura”: la lingua chioggiotta prende voce nell’estate culturale della città

Chioggia si prepara a vivere un’estate che guarda lontano, dentro e oltre se stessa. È questo lo spirito di “Stravedamènto o stravedaura”, la rassegna culturale ideata e diretta da Renzo Cremona, che prende il nome da quel raro fenomeno atmosferico in cui, dopo un temporale, la laguna sembra spalancarsi e mostrare all’improvviso profili di monti lontanissimi. Una metafora potente per una stagione che vuole allargare l’orizzonte culturale, riportando la lingua chioggiotta al centro della scena come strumento vivo, moderno e potente.

Due serate da segnare in agenda

Il programma prende il via con due eventi di rilievo, vere e proprie “prime” da non perdere:

  • Venerdì 30 maggio, ore 21.00 – Chiostro del Museo Diocesano
    El Barba Sucon int’el barinto ciaro / Lo Zio Zuccone nel rumor bianco
    Una lettura animata che porta nel XXI secolo una delle fiabe più note della tradizione popolare locale, reinterpretata con una carica sonora e narrativa inedita. Un’esperienza immersiva nel “rumore bianco” dove le parole non si limitano a raccontare, ma costruiscono e dissolvono mondi.
  • Venerdì 21 giugno, ore 21.30 – Chiostro del Museo Civico Laguna Sud
    Le paròle le fa busi / Le parole fanno buchi + testi liberi
    Una lezione-spettacolo che esplora la forza – e la pericolosità – del linguaggio. Un dialogo serrato tra due figure universali: il “quistionante” e il “forèsto”, in bilico tra assurdo e verità, che mette a nudo il potere delle parole di aprire conflitti, ma anche spiragli di speranza.

Una rassegna per riscoprire la lingua e i luoghi

“Stravedamènto o stravedaura” non è solo spettacolo, è un progetto di risveglio linguistico e culturale. Nato per valorizzare la lingua chioggiotta – finora confinata alla sfera familiare e orale – vuole riaffermarla come lingua viva, capace di poesia, di narrazione, di confronto con i grandi linguaggi culturali.

La rassegna si articola in una serie di eventi (letture animate, lezioni-spettacolo, performance teatrali), ambientati in luoghi simbolici della città: chiostri, chiese, oratori, corti e spazi pubblici. Ogni appuntamento è anche un’occasione per riscoprire la bellezza e il valore di questi spazi, spesso trascurati.

Le prossime date in calendario:

  • Sabato 25 ottobre – Oratorio San Filippo Neri, ore 17.30
    Chi che se fa dialèto la léngua lo magne / Chi si fa dialetto la lingua lo mangia
    Un giallo surreale in corsia d’ospedale, tra identità nascoste e parole che uccidono.
  • Sabato 22 novembre – Auditorium San Nicolò (luogo da confermare), ore 17.30
    La vale d’i sète mòrti / La valle dei sette morti
    Una leggenda lagunare reinterpretata in chiave thriller, tra mito e verità taciute.

 

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