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Pasqua e Pasquetta a Chioggia, un grande classico

Nel week end di Pasqua e Pasquetta le spiagge di Sottomarina e la diga vengono prese d’assalto per un rito che si rinnova di anno in anno: la passeggiata in riva al mare. Le giornate irrorate dai primi soli primaverili e dalla brezza marina, costituiscono un richiamo irresistibile per i romantici, per gli scopritori, per i buongustai, per gli sportivi, Chioggia a Pasqua e Pasquetta è la città perfetta per ogni vostro desiderio e piacere da trascorrere con la vostra dolce metà, famiglia o gruppo di amici.

Ma oltre alle spiagge c’è molto di più, a cominciare dal sui centro storico:

Il Corso del Popolo, per i chioggiotti la piazza attraversa il centro storico di Chioggia da nord a sud. È il vero cuore della città. Ha una doppia entrata: dall’acqua al molo di Vigo, dove si eleva il maestoso ponte in pietra d’Istria, vero balcone sulla laguna, e da terra attraverso la porta di Santa Maria, unica parte restante delle antiche mura medievali. Una piazza-strada maestosa e vissuta, che diviene luogo di socialità ed aggregazione e  che si trasforma in un grandioso ristorante durante il periodo della Sagra del Pesce. Prende origine dal cardo maximus, che insieme al decumanus costituiva la struttura del castrum romano. Luogo di animazione e socialità, dà l’impressione che ogni giorno sia festa. Il centro storico è solcato da tre canali, dei quali il più centrale, il canal Vena, rappresenta il fulcro della vita acquea della città, mentre i due esterni, canal San Domenico e canal Lombardo, ospitano i grandi pescherecci vanto della marineria locale. Perpendicolari ai canali e parallele tra di loro, le 74 calli, insieme al Corso del Popolo costituiscono la caratteristica struttura urbana a lisca di pesce. Non si tratta di semplici vie, le calli sono anche e soprattutto luogo in cui si vive, si lavora e si gioca. Uno spazio comune che prolunga fuori casa gli spazi abitativi.

Porta Santa Maria

La nostra passeggiata può iniziare da Porta Santa Maria (1530), come si faceva un tempo quando Chioggia era una città murata, questo era l’unico accesso disponibile per chi vi giungeva dalla terraferma. Subito sulla sinistra sul lato sud della Cattedrale, nel cosiddetto Sagraéto (o piccolo sagrato) si può ammirare il complesso del Refugium Pecatorum, uno degli angoli più suggestivi della città.  Questo gruppo scultoreo, che raffigura la Madonna col Bambino e le allegorie delle virtù, originariamente era collocato sulla scalinata dell’antico palazzo comunale, demolito nel 1814. Si racconta che proprio di fronte a questa statua i condannati a morte sostavano per recitare le ultime preghiere e per questo veniva identificata come rifugio dei peccatori.

Cattedrale

Subito dopo si può ammirare la maestosa cattedrale, eretta su progetto di Baldassarre Longhena. Al suo interno si possono ammirare numerosi capolavori come il battistero (1700-1708) di A. Cattajapietra, il pulpito di B. Cavalieri e D. Negri (1677-1796) e l’altar maggiore di A. Tremignon (1671-1674). Nella cappella a sinistra dell’altar maggiore sono conservate le reliquie dei Santi Patroni Felice e Fortunato con alle pareti pregevoli tele di scuola tiepolesca. Nel campo vicino si innalza il Campanile Romanico ed è visibile, al di sopra della porta, un bassorilievo gotico raffigurante la cosiddetta “Madonna del Riposo”. Tale bassorilievo è così chiamato perché ricorda la sosta notturna a Chioggia di Papa Alessandro III, che riposò nella notte del 17 luglio 1177 sui suoi scalini prima di recarsi ad incontrare l’imperatore Federico Barbarossa.

La casa del Goldoni

Procedendo sulla destra lungo il Corso incontriamo Palazzo Poli. Una targa ricorda che per qualche anno fu la “casa di Carlo Goldoni”, padre della commedia italiana ed autore delle famose “Baruffe Chiozzotte”. Al centro della piazza si trova la Basilica di San Giacomo, che conserva l’effigie della “La Madonna della navicella” ritrovata dopo un’apparizione della Madonna sulla riva della spiaggia di Sottomarina nel 1508. Numerose ‘tolele’, ed ex voto testimoniano la radicata religiosità popolare e la devozione a questa apparizione mariana. Tra le opere più notevoli il vastissimo affresco del soffitto di 223 mq, opera settecentesca del pittore locale Antonio Marinetti detto il Chiozzotto, allievo di Giovanni Battista Piazzetta. Procedendo incontriamo la Piazzetta XX Settembre, in cui si affaccia la chiesa della Santissima Trinità, realizzata nella forma attuale nel 1705 da Andrea Tirali, con pianta a croce greca. Nell’attiguo oratorio dei Battuti, detti i ‘Rossi’ per il colore del saio penitenziale, uno dei più importanti cicli pittorici del manierismo veneto con tele di Paolo Piazza, Palma il Giovane, Andrea Vicentino, Alvise Banfatto. Nella piazzetta notevole è anche lo Stendardo, il pennone portabandiera sostenuto da tre prigioni, opera del Zemignani (1713).

Palazzo Granaio

Oltre il Palazzo comunale, ricostruito in stile asburgico laddove si trovava il medievale palazzo pretorio, si trova Palazzo Granaio, uno degli edifici più antichi della città, anteriore alla guerra di Chioggia, in stile gotico molto sobrio, è stato costruito nel 1328. Aveva la funzione di conservare il grano necessario alla comunità e poggiava originariamente su 64 colonne. Agli inizi del ‘900 gli spazi aperti del piano terra furono chiusi per ricavare i magazzini necessari all’adiacente mercato del pesce. Sulla facciata è visibile un’edicola con un’immagine della Madonna col Bambino attribuita a Jacopo Sansovino (1486-1570).

La Pescheria

Accanto si può ammirare la suggestiva Pescheria cittadina, tappa obbligata per ogni visitatore. L’accesso principale è costituito dal ‘Portale a Prisca’, opera dello scultore padovano Amleto Sartori del 1939. Lungo il Corso del Popolo s’incontra la Chiesa di Sant’Andrea. Di antica fondazione (esisteva già nel X secolo), la chiesa venne ricostruita nel 1743 con l’attuale facciata barocca.

L’orologio più antico del mondo

Accanto svetta la Torre campanaria di stile romanico risalente al X secolo e, un tempo, torre di difesa e di avvistamento militare, che conserva l’orologio da torre più antico al mondo, esistente già nel 1386, ma probabilmente precedente la guerra di Chioggia. Conclude la passeggiata lungo il Corso la stupenda visuale sulla laguna che offre Piazzetta Vigo, dove si erge dal 1786 la colonna con il Leone Marciano (chiamato con ironia da chioggiotti e veneziani “el gato”) per le sue fattezze non proprio imponenti. E il maestoso ponte di Vigo che rappresenta il balcone della città sulla laguna costruito in muratura nel 1685 sotto il podestà Morosini ed abbellito nel 1762 con marmi d’Istria.

Una gita in barca

Da qui è possibile imbarcarsi per una gita in laguna. Sono diverse le compagnie che propongono un’escursione garantendo il trasporto bici con destinazione Pellestrina o la vicina oasi di Ca’ Roman, la spiaggia, piccoli borghi dalle case colorate; non mancano di certo ristoranti dove assaporare la verace cucina lagunare oppure zone di verde per un picnic fuori porta.

Al ritorno, dopo una giornata piena di emozioni, fermatevi per un aperitivo lungo il corso principale, in uno dei numerosi bar o “bacari” di Riva Vena, ad assaporare cicchetti di tutti i tipi, accompagnati da un buon vino o da uno spritz, tipico aperitivo del Triveneto.

 

 

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